Gare d'appalto, in Sicilia calo del 90% dei bandi pubblicati negli ultimi 9 anni
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Le PA siciliane devono 1 mld alle imprese edili per lavori eseguiti. Lettera della Consulta regionale delle Costruzioni al Presidente della Repubblica: “Intervenga sugli amministratori inadempienti prima che sia troppo tardi".
Settore edile in Sicilia prossimo al fallimento: la Consulta regionale delle Costruzioni chiede al Capo dello Stato un estremo intervento per fare rispettare la Costituzione nell’Isola, prima che sia costretta a chiedere l’intervento sostitutivo del governo nazionale nei confronti della Regione e delle Autonomie locali.
“In Sicilia – scrive la Consulta a Sergio Mattarella - molte delle primarie componenti legislative e amministrative della Repubblica – Regione, Liberi consorzi di Comuni, Città metropolitane e Comuni – all’unisono da anni non rispettano principi fondamentali della Carta costituzionale, sulla pelle di un tessuto economico e produttivo che continua a non decollare malgrado il resto del Paese stia uscendo dalla crisi. Si bloccano i fondi per gli investimenti produttivi mentre prosegue senza sosta lo sperpero di risorse pubbliche in spese correnti e assistenziali, quasi sempre mirato e concentrato alla vigilia di appuntamenti elettorali”.
E’ il grido disperato che anima l’appello lanciato dal settore edile siciliano al Presidente della Repubblica: “Richiami tutti gli amministratori pubblici all’immediata ripresa dell’esercizio delle funzioni per le quali sono stati eletti, evitando che il perpetrarsi di tali loro comportamenti possa minare la credibilità stessa delle Istituzioni, alimentare pericolosi populismi ed estremismi e mettere a rischio l’ordine pubblico nella regione italiana a più alto indice di povertà. Le chiediamo, Sig. Presidente, di intervenire per fermare questo degrado e per restituire ai siciliani la necessaria fiducia nelle Istituzioni, prima che sia troppo tardi, prima che i fomentatori dell’odio utilizzino il malcontento per colpire la democrazia”.
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